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Reggia di Venaria Reale - Patrimonio dell'Unesco
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| Nella seconda metà del seicento tra una serie di progetti dei Savoia di circondare Torino con edifici di caccia e villeggiatura, rientra anche quello di edificare in un borgo a nord-ovest della città una reggia. |
| L'area prescelta per la costruzione di questo edificio è situata vicino all'antico borgo di Altessano zona ricca di fauna per l'attività venatoria, hobby principale di S.A.R. Carlo Emanuele II. |
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L'incarico viene affidato all'architetto di corte Amedo di Castellamonte. L'idea è di realizzare un centro dedicato all'attività venatoria, quindi oltre la Reggia di Venaria Reale, Amedeo di Castellamonte, progetta il Borgo imperniato sull'asse della Strada Maestra (oggi via Mensa) via di accesso al castello.
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Nasce una nuova città per sempre legata alle vicissitudini ed alla storia della suo edificio più importante.
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In tutti questi secoli è un'alternarsi di ampliamenti dell'edificio e del borgo stesso, attività a cui partecipano i più illustri architetti di corte Michelangelo Garove, Filippo Juvarra, Benedetto Alfieri. Ma è anche un susseguirsi di incendi, distruzioni e rinascite per cui la Reggia pian piano diventerà da luogo di delizie dei Savoia una caserma, un magazzino fino a raggiungere un completo stato di degrado e di abbandono.
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Con la proclamazione della Reggia 'Patrimonio dell'Unesco' ecco l'ennesima rinascita: il restauro durato decenni riporta all'antico splendore l'edificio ed i suoi giardini.
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Grazie alla sua Reggia Venaria rinasce scoprendo una vocazione turistica improvvisa.
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